Era il nonno materno di Veronica e Irene Pivetti e un illustre grammatico, filologo e lessicografo, tanto che uno dei dizionari di lingua italiana più diffusi porta il suo nome: il “Gabrielli”.
Aldo Gabrielli, marchigiano di Fabriano, poi per un certo tempo residente a Fano, infine a Milano e ad Arma di Taggia, in Liguria, dove morì nel 1978 a ottant’anni appena compiuti, è stato uno di quei personaggi che val la pena di rammentare: dopo aver combattuto giovanissimo nella prima guerra mondiale sul Monte Grappa, si laureò in giurisprudenza e in lettere, scrivendo poi saggi, articoli e studi sulla nostra lingua. Con le competenze dell’accademico, ma con la capacità del divulgatore, Gabrielli aveva una sorta di missione: emendare, senza pedanteria e con semplicità, errori, brutture e storture nell’uso della lingua italiana.
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Non a caso, portano la sua firma agili volumetti come “Il museo degli errori” (Mondadori) o “Si dice o non si dice? Guida pratica allo scrivere e al parlare” (Mondadori). È proprio nel primo che troviamo una paginetta dedicata al nostro dilemma e Gabrielli scioglie subito il dubbio: “tanto l’una quanto l’altra forma si sono usate e si usano da secoli e aggiungerò