Come si scrive? Quante volte ti sei fermato perché hai avuto un dubbio su una parola, su una doppia consonante, su un plurale o un acca da mettere o evitare? Non sentirti in colpa, non pensare di essere ignorante: lo saresti se, con sciocca sicumera, andassi avanti spedito come un treno, ma chiedersi se l’ortografia sia corretta o no, è un ????
L’italiano è una lingua ricca e affascinante, ma è anche una lingua che presenta alcune insidie per chiunque cerchi di scriverla correttamente. Gli errori di ortografia possono compromettere la chiarezza e la credibilità di un testo, indipendentemente dalla sua finalità. Evitare gli errori Il rispetto dell’ortografia in lingua italiana è importante per diversi motivi:
- Chiarezza nella comunicazione: seguire le regole ortografiche contribuisce a garantire che il messaggio scritto sia comprensibile. Una corretta ortografia evita ambiguità e fraintendimenti che possono sorgere da errori di scrittura;
- Facilitare la lettura: un testo correttamente scritto è più facile da leggere. Errori ortografici possono rendere difficile la comprensione del testo e interrompere il flusso della lettura;
- Rispetto per la lingua: l’uso corretto dell’ortografia dimostra rispetto per la lingua italiana e per coloro che la parlano. Un testo scritto bene riflette una cura e un impegno nei confronti della comunicazione. Rispettare l’ortografia contribuisce a preservare contribuisce a preservare la tradizione linguistica italiana nel tempo. Le regole ortografiche sono stabilite per mantenere la coerenza e la continuità nella lingua. e promuovere la ricchezza culturale della lingua italiana;
- Professionalità: nell’ambito professionale, un buon livello di ortografia è spesso considerato un segno di competenza e attenzione ai dettagli. Può influenzare l’immagine di una persona nel contesto lavorativo;
- Standardizzazione: l’ortografia fornisce una serie di regole standardizzate che aiutano a mantenere una coerenza nella scrittura. Questo è particolarmente importante in contesti formali, come documenti ufficiali o accademici.
Che cos’è l’ortografia
Chiedersi come si scrive una parola significa riflettere sull’ortografia da adottare per quella parola. L’ortografia si riferisce alle regole e alle convenzioni che disciplinano la scrittura corretta delle parole in una determinata lingua. Queste regole includono la corretta disposizione delle lettere, l’uso delle maiuscole e minuscole, la punteggiatura e altri elementi che contribuiscono alla forma scritta corretta di una lingua. L’ortografia è fondamentale per garantire la chiarezza e la comprensibilità del testo scritto, facilitando la comunicazione tra le persone che parlano la stessa lingua. Ogni lingua ha le sue regole ortografiche specifiche, e queste regole possono variare notevolmente da una lingua all’altra.
Come si scrive, gli errori d’italiano più comuni
Ci sono le sviste, dovute, per esempio, alla fretta o a un tasto del pc battuto male, poi ci sono gli errori dovuti alle incertezze o anche all’ignoranza (e non c’è nulla di male, basta porvi rimedio). L’incertezza se davanti a quell’a vada o no l’acca oppure quella parola che ripetiamo nella mente per ‘sentire’ se ha la doppia consonante, il dubbio sul plurale che potrebbe in -ce o in -cie, insomma ogni tanto capita di sentirci
alcuni degli errori di ortografia più comuni in italiano e come evitarli.
Come si scrive: le doppie
Gli errori con le doppie consonanti sono non solo fra quelli più comuni, ma anche fra quelli più insidiosi, perché tirano in ballo i regionalismi (pensiamo, ad esempio, all’uso delle doppie nel romanesco) e perché rimandano alla nostra istruzione scolare e pre-scolare, considerato che i bambini spesso hanno difficoltà a riconoscere quando in una parola c’è una lettera doppia. Oltre a come si scrive, in questo caso dobbiamo chiederci come si dice, perché se pronuncio o no un acca, non se ne accorgerà nessuno e così anche se dirò “lalbero” anziché “l’albero”, ma se pronuncio una consonante in più o in meno, se ne accorgeranno tutti (o quasi).
La corretta disposizione delle consonanti è essenziale per l’accuratezza ortografica. e quando incontriamo termini come “carrozza” non dovremmo avere il dubbio se ci siano due erre e due zeta o una erre e due zeta oppure una sola erre e una sola zeta. Eppure a volte capita, il dubbio arriva e ci blocca.
Ecco la grafia corretta di alcune parole comuni con le doppie:
- Si scrive soprattutto e non sopratutto;
- Accelerare o accellerare? Si scrive con una sola L, quindi è la prima forma quella corretta;
- Obbiettivo o obiettivo? Entrambe le forme sono corrette, quella con due ‘b’ è la più diffusa;
- In bocca usi il colluttorio o collutorio? Non c’è dubbio, il liquido disinfettante per la bocca è il collutorio (con due L e una T);
- Inebbriare o inebriare? Nonostante il verbo derivi dall’aggettivo ebbro (con due B), la forma verbale richiede una sola B, dunque: inebriare;
- Non scrivere “sovrabondante”, ma “sovrabbondante” (con due B);
- In società sempre meno identitarie, ci capiterà spesso di incontrare il termine interrazziale. Attenzione: ha due R e due Z e la versione “interazziale” è errata;
- Se guardi lontano, usi il canocchiale oppure il cannocchiale? Il cannocchiale, con due N, perché con l’altro non vedrai proprio un bel niente.
Come si scrive: accento e apostrofo
Gli accenti errati sono, purtroppo, presenti molto spesso anche nelle pagine di autorevoli quotidiani e perfino in alcuni libri. Eppure gli accenti non sono neutri, tutt’altro. Sono cruciali in italiano e la loro posizione può cambiare completamente il significato di una parola. Ad esempio, “papà” con l’accento sulla “a” è diverso da “papa” senza accento!
In italiano si fanno errori sia nell’apporre l’accento ` grave (linea orientata in alto da destra verso sinistra) oppure ´ acuto (linea orientata in alto da sinistra verso destra) sia nel mettere l’apostrofo al posto dell’accento o viceversa. Esaminiamo insieme alcuni degli errori più comuni:
- Come si scrive perché con l’accento acuto oppure perchè con l’accento grave? La forma corretta è la prima, quella con l’accento acuto;
- La terza persona singolare del verbo essere si scrive è e non é. Ad esempio: “Il bambino è biondo” e non “Il bambino é biondo”;
- Sto bene qui è corretto, mentre è sbagliato accentare sto (Stò molto bene qui);
- So benissimo cosa vuoi da me è corretto, mentre Sò benissimo cosa vuoi da me è sbagliato;
- Po’ vuole l’apostrofo e non l’accento! Ad esempio: “Prendo un po’ di pane” e non “Prendo un pò di pane”;
- Come si scrive qui oppure quì? Qua oppure quà? La forma senza errori è quella senza accento: qui e qua.
- Qual è e non qual’è (chi vuole approfondire la questione, legga qui)
- Un: l’apostrofo si appone la parola che segue inizia per vocale ed è femminile. Se la parola che segue è maschile non va inserito l’apostrofo. Ad esempio:
un obelisco e non un’obelisco,
un amico e non “un’amico
un arancio e non un’arancio,
un’amaca e non un amaca;
un’automobile e non un automobile
un’amica e non un amica
Fra gli errori più
Confusione tra “è” e “e” / “ò” e “o”:
L’uso corretto di “è” ed “e”, così come “ò” e “o”, è spesso trascurato. “È” è la forma corretta del verbo essere nella terza persona singolare, mentre “e” è una congiunzione. Lo stesso vale per “ò” e “o”.
Come si scrive “c’è” oppure “ce”?
Molte persone confondono l’espressione “c’è” (ci è) con “ce” (pronome). È importante distinguere tra le due forme per evitare ambiguità.
Come si scrive: evitare la confusione!
Confusione tra “sc” e “sci” / “sce”:
La coppia “sc” può essere confusa con “sci” o “sce”. Ad esempio, “scena” è corretto, mentre “scienza” e “scenziato” sono forme errate.
Scambio tra “c” e “ch” / “g” e “gh”:
Spesso si commettono errori nel distinguere tra le consonanti dure e quelle dolci. Ad esempio, si scrive “cioccolato” e non “ciocc olato”, o “ghetto” e non “getto”.
Confusione tra “i” e “e” / “u” e “o”:
Alcune parole possono creare confusione quando si tratta di scegliere tra “i” e “e”, o tra “u” e “o”. Ad esempio, “portare” è corretto, mentre “porte” con “i” sarebbe sbagliato.
Come si scrive: attaccati o staccati?
Ci sono molte parole che ci
Percui o per cui: per cui, la prima forma è un errore;
Come si scrive “Affianco” oppure “a fianco”? Affianco è la prima persona singolare del presente indicativo del verbo “affiancare, quindi per dire che il negozio di giocattoli si trova a lato del bar, useremo sempre la forma “a fianco”. Un’altra opzione corretta è utilizzare l’espressione “al fianco di qualcuno.” Esempio: “Resto al tuo fianco.”
Come si scrive: quella maledetta acca!
L’uso improprio della lettera acca è anch’esso assai frequente.
In italiano, l’uso della lettera “h” è limitato e spesso omesso. Parole come “ho” e “hai” sono corrette, mentre l’aggiunta di “h” a parole come “anno” o “anno” è un errore comune.
Come si scrive, le conclusioni
Per evitare questi errori, è fondamentale dedicare del tempo alla revisione accurata dei testi e, se possibile, chiedere a qualcun altro di dare un’occhiata fresca al proprio lavoro. L’attenzione ai dettagli è la chiave per una scrittura italiana impeccabile.
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